lunedì 28 maggio 2018
Casa nuova,chi paga le vecchie spese
Il Codice Civile stabilisce che chi subentra nei diritti di un condominio è obbligato al pagamento dei contributi relativi all'anno in corso e a quello precedente. La norma si applica anche per gli immobili acquistati a un'asta giudiziaria.
Per le spese straordinarie tenuto a sopportarne i relativi costi è chi risultava proprietario al momento in cui è stata adottata la delibera.
Trattandosi, però, di acquistare da un fallimento, o da una procedura esecutiva avviata nei confronti di un debitore insolvente, l'aggiudicatario dovrà farsi carico anche di questo onere, salvo tentare un assai improbabile recupero presso il debitore qualora i lavori fossero stati deliberati prima dell'aggiudicazione. Pertanto, prima di acquistare a un'asta giudiziaria un immobile ubicato in un condominio, è opportuno informarsi presso l'amministratore se e di quale importo è debitore il precedente proprietario, se e per quale importo sono stati deliberati lavori straordinari, se vi sono giudizi in corso, se lo stesso amministratore è intervenuto nel fallimento o nell'esecuzione immobiliare per il recupero dei contributi condominiali da parte del precedente proprietario, e se vi sono buone possibilità di realizzo del credito.
lunedì 26 marzo 2018
La casa in 3D che si "stampa" in due settimane
Milano, presentata la casa in 3D che si "stampa" in due settimane
La casa realizzata con una speciale miscela di polveri cementizie, inerti e leganti, "sarà sostenibile, potrà essere demolita oppure spostata come si desidera, ampliata e costerà in prospettiva meno di un’abitazione tradizionale, dato che la si può costruire in poco tempo", ideata come detto in vista del Salone del Mobile, dopo l'esposizione verrà smontata e portata a Bergamo, nelle strutture di Italcementi.
giovedì 8 marzo 2018
Basta spese per un immobile che produce solo costi e pensieri!
Basta spese per un immobile che produce solo costi e pensieri!
Perché e quando disfarsi di un immobile?
Talvolta le spese di gestione della casa sono proibitive rispetto al valore ricavabile dalla vendita. Nessuno vuole neppure ricevere l’immobile in donazione. Un esempio? Quello di un’abitazione o di un piccolo appezzamento di terreno, magari ereditati in quote con più fratelli, cugini e zii. Ma anche un vecchio immobile ridotto a rudere, disperso in campagna o in montagna. Come destreggiarsi tra Irpef, Imu e Tasi sulla seconda casa, costi di manutenzione e ristrutturazione proibitivi? Come fare se neppure una divisione è economicamente conveniente? Quando non c’è nessuna possibilità di rivendita nel mercato immobiliare, l’unica soluzione razionale è quella di disfarsi del bene.
Disfarsi dell’immobile: come funziona nella pratica?
Per dismettere la proprietà immobiliare occorre un formale atto scritto di rinuncia. La rinuncia viene quindi trascritta nei registri immobiliari ed il gioco è fatto. Disfarsi della proprietà significa ovviamente che qualcun altro ne diventerà proprietario. Se ci sono altri comproprietari questi potrebbero automaticamente diventare proprietari di una quota maggiore.
Quanto costa disfarsi della proprietà
Rinuncia dell’intera proprietà di un immobile.
La rinunzia meno costosa è quella che riguarda la propria quota di proprietà.
Il costo, non è proibitivo. Ad esempio, nei casi di immobili interi di scarso valore può essere di qualche centinaia di euro oltre alla parcella del notaio, e le spese di registrazione dell’atto. Per saperne di più, rimango a tua disposizione per ogni chiarimento possibile.
Il costo, non è proibitivo. Ad esempio, nei casi di immobili interi di scarso valore può essere di qualche centinaia di euro oltre alla parcella del notaio, e le spese di registrazione dell’atto. Per saperne di più, rimango a tua disposizione per ogni chiarimento possibile.
giovedì 1 febbraio 2018
BONUS CASA 2018:DETRAZIONI FISCALI E NON SOLO
Bonus casa 2018, proroga detrazione fiscale ristrutturazioni
La proroga del bonus ristrutturazioni è una delle misure contenute nel testo ufficiale di Legge di Bilancio 2018, in vigore dal 1° gennaio 2018.
Anche per i lavori avviati a partire dal 1° gennaio 2018 e fino al prossimo 31 dicembre sarà possibile beneficiare della detrazione fiscale del 50% delle spese sostenute ed entro il limite di 96.000 euro di spesa.
A partire dal 1° gennaio 2019 il bonus per lavori di ristrutturazione edilizia tornerà alla misura originaria prevista dall’art. 16-bis del TUIR: la norma originaria prevede una detrazione Irpef pari al 36% delle spese sostenute, fino al limite di 48.000 euro per ciascuna unità immobiliare.
Con il decreto legge n. 83/2012 è stato, per la prima volta, portato al 50% il bonus ristrutturazioni e a 96.000 euro il tetto di spesa agevolata, seguito da numerose proroghe, ad ultimo quella prevista dalla Legge di Bilancio 2018
Vediamo di seguito quali sono i lavori per cui spetta il bonus ristrutturazioni nel 2018 e quali gli altri bonus per lavori in casa prorogati con la Legge di Bilancio.
- lavori di manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia effettuati su parti comuni di edifici residenziali, (recinzioni, ascensori, scale di sicurezza, servizi igienici, sostituzione infissi) ;
- interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia effettuati su singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e pertinenze .
Viene inoltre confermato che anche per il 2018 sarà possibile beneficiare del bonus mobili, attualmente previsto fino al 31 dicembre 2017. La detrazione sarà pari al 50% della spesa sostenuta ed entro il limite di 10.000 euro. Ne potranno beneficiare i contribuenti che effettuano lavori di ristrutturazione e che acquistano mobili o grandi elettrodomestici di classe pari almeno alla A+.
mercoledì 22 novembre 2017
Quando un fabbricato può essere esente da IMU
Capita spesso di essere in possesso di fabbricati classificati inabitabili, per i quali si paga l’IMU con base imponibile ridotta al 50%. In questo ambito le situazioni che devono essere tenute presenti sono quindi l’inagibilità requisito di natura statica intrinseco al fabbricato, cioè connesso a pericoli per l’incolumità derivanti da carenze strutturali e l’inabitabilità dei fabbricati che pur essendo staticamente idonei, si trovano però ad essere privi delle caratteristiche igienico-sanitarie che li rendano fruibili (ad esempio, l’acqua corrente o i vetri alle finestre).
Nel caso in cui i fabbricati siano fatiscenti o
inagibili, privi degli allacciamenti agli impianti e delle caratteristiche minime per l'abitabilità e non siano in grado
di produrre reddito, è possibile ottenere una nuova classificazione catastale, denominata " fabbricati collabenti" sprovvisti di rendita catastale, non soggetti all’Imposta municipale propria (IMU).
mercoledì 25 ottobre 2017
SCONTI E BONUS SU GIARDINI.....
Sconti e bonus per casa e famiglia. Ecco cosa bisogna fare per averli
La manovra amplia le detrazioni su ristrutturazioni, giardini, mobili e caldaie
Giardini e terrazzi
Tra le novità c’è il bonus verde, una detrazione del 36% per un tetto massimo di cinquemila euro per gli interventi di cura di giardini e cortili, anche condominiali. L’agevolazione sarà concentrata sulla fornitura di piante o arbusti e la riqualificazione di tappeti erbosi. Saranno incentivati: la realizzazione o l’adeguamento di impianti di irrigazione, di lavori di restauro e recupero del verde in giardini di interesse storico e artistico. In pratica, chi spende, per la sistemazione delle aree verdi, dai 5 mila euro in su, avrà il diritto di detrarre 1800 euro dalle tasse.
Sconti su caldaie
Novità anche per l’Ecobonus, la detrazione al 65% per gli interventi di efficienza energetica degli edifici. L’ecobonus rimarrà valido per le case singole per tutto il 2018 e per i condomini (al 70 e al 75%) fino al 2021. Per alcuni lavori cambiano gli sconti: scendono al 50% le detrazioni per la sostituzione di infissi, per le schermature solari, per gli impianti di climatizzazione invernale tramite caldaie a condensazione e a biomassa.
Bonus mobili
Esce di scena il bonus mobili perché molto probabilmente la misura non verrà prorogata. Rimangono quindi pochi mesi di tempo per riuscire ad avere questo sgravio: la detrazione del 50% va calcolata su un importo massimo di 10.000 euro, riferito, complessivamente, alle spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici. Per avere questo bonus è indispensabile effettuare una ristrutturazione edilizia (ma vale anche per manutenzioni straordinarie, come sostituzione della caldaia, ordinarie e restauri). Inoltre, la detrazione deve essere ripartita tra gli aventi diritto in dieci quote annuali di pari importo. Il bonus mobili, comunque, potrebbe essere inserito nella manovra successivamente, con un emendamento: molto forti, infatti, sono le proteste delle aziende del settore, considerando che l’incentivo garantisce, secondo le stime di Federlegno Arredo, 10 mila posti di lavoro.
Il bonus ristrutturazioni, una delle principali voci messe tra le spese più leggere delle famiglie, rimane identico per tutto il 2018. Vuol dire che la detrazione sarà del 50% per chi mette mano alla casa. Lo sconto si spalma però in un arco di tempo di dieci anni. Occorre presentare fatture e bonifici così detti parlanti, vale a dire adeguati alla normativa.
venerdì 13 ottobre 2017
2017 anno dei borghi, come valorizzare le borgate alpine
Opere di messa in sicurezza con demolizione muro
pericolante e creazione scarpata consolidata.
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I borghi, ricchi di storia, cultura e tradizioni, sono il cardine per la crescita di un turismo sostenibile, capace di creare autentiche esperienze per i visitatori e di permettere lo sviluppo armonico delle comunità che vi vivono, essi rappresentano l'anima ed eccellenza dell'Italia possono diventare un valido strumento di ingresso nel mondo del lavoro, vettore di nuove imprese agricole, turistiche, artigianali, ma anche luogo dove si sperimentano piccole iniziative, dal coworking al cohousing, ovvero modelli di economia 4.0, server farm, star up legate all'innovazione tecnologica e all'Agenda digitale della montagna.
Tutte le Unioni montane e i Comuni saranno coinvolte, aspettiamo quindi di poter partecipare con gli Enti locali ai bandi loro riservati del Programma di sviluppo rurale. Vi sono 15 milioni di euro disponibili per la valorizzazione e la fruizione dei borghi alpini.

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| realizzazione scarpata inerbita |
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| ottobre 2017 |

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