giovedì 8 marzo 2018

Basta spese per un immobile che produce solo costi e pensieri!


Disfarsi di un immobile inservibile è possibile, anche se è in comunione con altri comproprietari. Si può rinunciare alla quota di proprietà “intestandola” agli altri titolari.
Basta spese per un immobile che produce solo costi e pensieri!



Perché e quando disfarsi di un immobile?
Talvolta le spese di gestione della casa sono proibitive rispetto al valore ricavabile dalla vendita. Nessuno vuole neppure ricevere l’immobile in donazione. Un esempio? Quello di un’abitazione o di un piccolo appezzamento di terreno, magari ereditati in quote con più fratelli, cugini e zii. Ma anche un vecchio immobile ridotto a rudere, disperso in campagna o in montagna. Come destreggiarsi tra Irpef, Imu e Tasi sulla seconda casa, costi di manutenzione e ristrutturazione proibitivi? Come fare se neppure una divisione è economicamente conveniente? Quando non c’è nessuna possibilità di rivendita nel mercato immobiliare, l’unica soluzione razionale è quella di disfarsi del bene.
Disfarsi dell’immobile: come funziona nella pratica?

Per dismettere la proprietà immobiliare occorre un formale atto scritto di rinuncia. La rinuncia viene quindi trascritta nei registri immobiliari ed il gioco è fatto. Disfarsi della proprietà significa ovviamente che qualcun altro ne diventerà proprietario. Se ci sono altri comproprietari questi potrebbero automaticamente diventare proprietari di una quota maggiore.



Quanto costa disfarsi della proprietà

Rinuncia dell’intera proprietà di un immobile.
La rinunzia meno costosa è quella che riguarda la propria quota di  proprietà.
Il costo, non è proibitivo. Ad esempio, nei casi di immobili interi di scarso valore può essere di qualche centinaia di euro oltre alla parcella del notaio, e le spese di registrazione dell’atto. Per saperne di più, rimango a tua disposizione per ogni chiarimento possibile.

giovedì 1 febbraio 2018

BONUS CASA 2018:DETRAZIONI FISCALI E NON SOLO

Bonus casa 2018, proroga detrazione fiscale ristrutturazioni


La proroga del bonus ristrutturazioni è una delle misure contenute nel testo ufficiale di Legge di Bilancio 2018, in vigore dal 1° gennaio 2018.
Anche per i lavori avviati a partire dal 1° gennaio 2018 e fino al prossimo 31 dicembre sarà possibile beneficiare della detrazione fiscale del 50% delle spese sostenute ed entro il limite di 96.000 euro di spesa.
A partire dal 1° gennaio 2019 il bonus per lavori di ristrutturazione edilizia tornerà alla misura originaria prevista dall’art. 16-bis del TUIR: la norma originaria prevede una detrazione Irpef pari al 36% delle spese sostenute, fino al limite di 48.000 euro per ciascuna unità immobiliare.
Con il decreto legge n. 83/2012 è stato, per la prima volta, portato al 50% il bonus ristrutturazioni e a 96.000 euro il tetto di spesa agevolata, seguito da numerose proroghe, ad ultimo quella prevista dalla Legge di Bilancio 2018
Vediamo di seguito quali sono i lavori per cui spetta il bonus ristrutturazioni nel 2018 e quali gli altri bonus per lavori in casa prorogati con la Legge di Bilancio.
  • lavori di manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia effettuati su parti comuni di edifici residenziali, (recinzioni, ascensori, scale di sicurezza, servizi igienici, sostituzione infissi) ;
  • interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia effettuati su singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e pertinenze .
Viene inoltre confermato che anche per il 2018 sarà possibile beneficiare del bonus mobili, attualmente previsto fino al 31 dicembre 2017. La detrazione sarà pari al 50% della spesa sostenuta ed entro il limite di 10.000 euro. Ne potranno beneficiare i contribuenti che effettuano lavori di ristrutturazione e che acquistano mobili o grandi elettrodomestici di classe pari almeno alla A+.

mercoledì 22 novembre 2017

Quando un fabbricato può essere esente da IMU




Capita spesso di essere in possesso di fabbricati classificati  inabitabili, per i quali si paga l’IMU con base imponibile ridotta al 50%. In questo ambito le situazioni che devono essere tenute presenti sono quindi l’inagibilità requisito di natura statica intrinseco al fabbricato, cioè connesso a pericoli per l’incolumità derivanti da carenze strutturali   e l’inabitabilità dei fabbricati che pur essendo staticamente idonei, si trovano però ad essere privi delle caratteristiche igienico-sanitarie che li rendano fruibili (ad esempio, l’acqua corrente o i vetri alle finestre).

Nel caso in cui i fabbricati siano fatiscenti o inagibili,  privi degli allacciamenti agli impianti e delle caratteristiche minime per l'abitabilità e non siano in grado di produrre reddito, è possibile ottenere una nuova classificazione catastale, denominata " fabbricati collabenti" sprovvisti di rendita catastale, non soggetti  all’Imposta municipale propria (IMU).

mercoledì 25 ottobre 2017

SCONTI E BONUS SU GIARDINI.....

Sconti e bonus per casa e famiglia. Ecco cosa bisogna fare per averli

La manovra amplia le detrazioni su ristrutturazioni, giardini, mobili e caldaie

Giardini e terrazzi  
Tra le novità c’è il bonus verde, una detrazione del 36% per un tetto massimo di cinquemila euro per gli interventi di cura di giardini e cortili, anche condominiali. L’agevolazione sarà concentrata sulla fornitura di piante o arbusti e la riqualificazione di tappeti erbosi. Saranno incentivati: la realizzazione o l’adeguamento di impianti di irrigazione, di lavori di restauro e recupero del verde in giardini di interesse storico e artistico. In pratica, chi spende, per la sistemazione delle aree verdi, dai 5 mila euro in su, avrà il diritto di detrarre 1800 euro dalle tasse.

Sconti su caldaie  
Novità anche per l’Ecobonus, la detrazione al 65% per gli interventi di efficienza energetica degli edifici. L’ecobonus rimarrà valido per le case singole per tutto il 2018 e per i condomini (al 70 e al 75%) fino al 2021. Per alcuni lavori cambiano gli sconti: scendono al 50% le detrazioni per la sostituzione di infissi, per le schermature solari, per gli impianti di climatizzazione invernale tramite caldaie a condensazione e a biomassa.

Bonus mobili  

Esce di scena il bonus mobili perché molto probabilmente la misura non verrà prorogata. Rimangono quindi pochi mesi di tempo per riuscire ad avere questo sgravio: la detrazione del 50% va calcolata su un importo massimo di 10.000 euro, riferito, complessivamente, alle spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici. Per avere questo bonus è indispensabile effettuare una ristrutturazione edilizia (ma vale anche per manutenzioni straordinarie, come sostituzione della caldaia, ordinarie e restauri). Inoltre, la detrazione deve essere ripartita tra gli aventi diritto in dieci quote annuali di pari importo. Il bonus mobili, comunque, potrebbe essere inserito nella manovra successivamente, con un emendamento: molto forti, infatti, sono le proteste delle aziende del settore, considerando che l’incentivo garantisce, secondo le stime di Federlegno Arredo, 10 mila posti di lavoro. 

Salve le ristrutturazioni  
Il bonus ristrutturazioni, una delle principali voci messe tra le spese più leggere delle famiglie, rimane identico per tutto il 2018. Vuol dire che la detrazione sarà del 50% per chi mette mano alla casa. Lo sconto si spalma però in un arco di tempo di dieci anni. Occorre presentare fatture e bonifici così detti parlanti, vale a dire adeguati alla normativa. 


venerdì 13 ottobre 2017

2017 anno dei borghi, come valorizzare le borgate alpine

Opere di messa in sicurezza con demolizione muro pericolante e creazione scarpata consolidata. 
Albosaggia borgo il Cantù


I borghi, ricchi di storia, cultura e tradizioni, sono il cardine per la crescita di un turismo sostenibile, capace di creare autentiche esperienze per i visitatori e di permettere lo sviluppo armonico delle comunità che vi vivono, essi rappresentano l'anima ed eccellenza dell'Italia  possono diventare un valido strumento di ingresso nel mondo del lavoro, vettore di nuove imprese agricole, turistiche, artigianali, ma anche luogo dove si sperimentano piccole iniziative, dal coworking al cohousing, ovvero modelli di economia 4.0, server farm, star up legate all'innovazione tecnologica e all'Agenda digitale della montagna.
Tutte le Unioni montane e i Comuni saranno coinvolte, aspettiamo quindi di poter partecipare con gli Enti locali ai bandi loro riservati del Programma di sviluppo rurale. Vi sono 15 milioni di euro disponibili per la valorizzazione e la fruizione dei borghi alpini. 



realizzazione scarpata inerbita

ottobre 2017
 











venerdì 30 giugno 2017

Fabbricati rurali, in arrivo le lettere di sollecito per la regolarizzazione


In arrivo le lettere delle Entrate ai proprietari di immobili rurali che non li hanno ancora iscritti al Catasto fabbricati per sollecitarli alla regolarizzazione spontanea con sanzioni ridotte. La legge 214/2011 (il Salva Italia) ha previsto l'obbligo, per i proprietari di fabbricati rurali che risultavano ancora censiti al Catasto terreni, di dichiararli al Catasto fabbricati. «Se questo non è stato fatto entro il termine previsto del 30 novembre 2012 - spiega il comunicato - i proprietari possono ancora presentare la dichiarazione di aggiornamento, usufruendo dell'istituto del ravvedimento operoso. In mancanza, gli Uffici provinciali - Territorio dell'agenzia delle Entrate procederanno all'accertamento in via sostitutiva del soggetto inadempiente, con oneri a carico dello stesso e applicando le sanzioni previste dalla legge».
Per questo i proprietari inadempienti riceveranno nelle prossime settimane una comunicazione da parte dell'Agenzia, che li inviterà a regolarizzare spontaneamente la situazione catastale dell'immobile, beneficiando di sanzioni ridotte. Con le modifiche introdotte dalla legge di Stabilità 2015, infatti, se il cittadino provvede autonomamente all'iscrizione in catasto può beneficiare dell'istituto del ravvedimento operoso, con un notevole risparmio sulle sanzioni che si riducono da un importo compreso tra 1.032 e 8.264 euro ad uno di 172 euro (pari ad 1/6 del minimo). «A tal fine - consiglia l’Agenzia - il proprietario, avvalendosi di un professionista tecnico abilitato, dovrà presentare agli uffici l'atto di aggiornamento cartografico (Pregeo) e la dichiarazione di aggiornamento del Catasto fabbricati (Docfa).
Sono esclusi dall'obbligo di accatastamento:
- i manufatti con superficie coperta inferiore a 8 metri quadrati;
- le serre adibite alla coltivazione e alla protezione delle piante sul suolo naturale;
- le vasche per l' acquacoltura o di accumulo per l'irrigazione dei terreni;
- i manufatti isolati privi di copertura;
- tettoie, porcili, pollai, casotti, concimaie, pozzi e simili, di altezza utile inferiore a 1,80 metri e di volume tria inferiore a 150 metri cubi;
- manufatti precari, privi di fondazione, non stabilmente infissi al suolo;
- fabbricati in corso di costruzione o di definizione;

- fabbricati che presentano un accentuato livello di degrado (collabenti).

lunedì 12 giugno 2017

Occhio alla tassa rifiuti, arrivano i controlli incrociati.


Attenzione ai metri quadri dichiarati, alle pertinenze garage e cantine,  sono al setaccio tutti i contribuenti.
Per scovare evasori totali o parziali di Imu e Tari (la tassa di smaltimento dei rifiuti), l'ufficio tributi ricorre alle planimetrie catastali e ai controlli incrociati, vengono confrontate le dichiarazioni dei cittadini in base alle quali sono stati calcolati i tributi locali con i vani (per l'Imu) o con i metri quadrati (per la Tari) di un immobile denunciato al Catasto.
Ai fini del calcolo,  vengono presi i metri quadri complessivi dell'immobile,  si chiede di fare riferimento alla superficie calpestabile, esclusi i muri e le aree scoperte come i balconi e i terrazzi, togliendo quindi un 20%, per ottenere la base imponibile della tassa sui rifiuti, dati che già da alcuni anni sono a disposizione dei comuni. 
Il comune, in caso di omessa/parziale denuncia della tassa, accerta l’omissione, recuperando il dovuto per il periodo non prescritto, aumentato della sanzione massima prevista dalla legge (100%).
Se l’utente si accorge di un errore sulla superficie denunciata, può presentare spontaneamente la denuncia indicando la superficie corretta e la data effettiva dalla quale si è verificata la variazione, evitando le sanzioni.
Per qualsiasi dubbio o perplessità, sono a vostra completa disposizione, vi aspetto nel mio nuovo ufficio e vi ricordo che la prima consulenza è gratuita.